Policy

Responsabilità e doveri che si assume chi utilizza il sito del Programma di Osservazione degli Esiti

Per oltre due millenni, i seguenti valori Ippocratici hanno costituito la bussola etica della medicina:

  • Fare il bene del paziente, contribuire al suo benessere, cambiare in meglio le sue condizioni di salute, nei limiti inevitabili che la biologia e la medicina impongono, rispettando anche la sua dignità e privacy;
  • Non creare danno, evitando di nuocere alla salute fisica e psichica dei pazienti nell´erogazione di servizi diagnostici e terapeutici;
  • Rispettare l´autonomia dei pazienti, che devono poter decidere quale approccio clinico seguire, compresa la scelta di rifiutare un trattamento, anche se ciò può costituire un´esperienza persino traumatica per i professionisti;
  • Essere veritieri, cioè attendibili, affidabili, obiettivi e precisi e mantenere la parola data, mostrando rispetto nei confronti dei pazienti, delle loro famiglie e dei colleghi;
  • Essere giusti, assicurando un´eguale trattamento a tutti secondo i bisogni di ognuno.

Questi principi sono stati apprezzati, condivisi ed applicati nella sostanza da tutti coloro che direttamente (gli altri professionisti sanitari) che indirettamente ( i tecnici e gli amministratori) hanno comuni responsabilità e impegni verso il bene dei pazienti.

Lo straordinario progresso delle conoscenze e tecnologie bio-mediche implica alternative terapeutiche molto più ampie ma anche nuovi dilemmi etici, cioè decisioni che comportano incertezza riguardo alle scelte che maggiormente promuovono il benessere dei pazienti. Le tensioni etiche sono anche il risultato dell´evoluzione dei sistemi sanitari e dei valori prevalenti nelle società moderne. Ciò ha reso necessario lo sviluppo, accanto agli eterni principi ippocratici, di nuovi concetti e pratiche che aiutino a compiere scelte eticamente difendibili.

Il Gruppo Tavistock, formato da professionisti della medicina e intellettuali con diversi background, ha identificato il seguente insieme di principi che fungono da ulteriore guida a decisioni etiche in ambito sanitario(1):(1 - Tavistock Group. 1999. "A Shared Statement of Ethical Principles for Those Who Shape and Give Health Care." Annals of Internal Medicine 130 (2): 144-147.)

1. L´assistenza sanitaria costituisce un diritto umano;
2. L´assistenza di singoli individui è al centro dell´erogazione di servizi sanitari, ma deve essere concepita e praticata all´interno di un contesto complessivo che cerca di generare i maggiori benefici possibili anche per gruppi e popolazioni;
3. La responsabilità dei servizi sanitari comprende prevenire la malattia e mitigare l´impatto delle disabilità;
4. La cooperazione tra operatori e con i pazienti costituisce un obbligo ineludibile;
5. Tutti coloro che sono impegnati nei servizi sanitari hanno una responsabilità continua a migliorarne la qualità.

PrOsE intende contribuire a sviluppare una cultura organizzativa nell´ambito del SSR della Toscana che rifletta i valori e i principi sopra esposti. La cultura organizzativa consiste dei valori e norme dominanti, delle pratiche adottate dagli operatori nelle interazioni con i pazienti, i colleghi, e la società in generale, e dai comportamenti indicati come modelli da seguire e che, di fatto, vengono premiati. I professionisti e gli operatori vedono con chiarezza e verificano tramite l´esperienza propria e quella dei colleghi la realtà dei fatti, al di là di discorsi, enunciazioni e impegni.

L´apporto di PrOsE al realizzare una cultura organizzativa insieme pragmatica e costruttiva, dipende in parte importante dall´impiego che i professionisti, primi tra tutti i leader clinici e amministrativi, faranno delle informazioni messe a loro disposizione. Vi invitiamo pertanto a rispettare i seguenti impegni:

1. utilizzare gli indicatori al fine di:
  • promuovere il miglioramento continuo della qualità e della sicurezza dei servizi;
  • identificare priorità per ulteriori analisi e decisioni sia strategiche a livello Regionale e di ASL, sia operative riguardo l´organizzazione dei servizi e l´allocazione delle risorse all´interno di ASL, dipartimenti e singole unità operative;
  • apprendere da chi possibilmente fa meglio di noi, con riservatezza e umiltà da parte di ognuno;
2. NON utilizzare gli indicatori per elaborare classifiche delle unità più o meno performanti;
3. NON utilizzare gli indicatori per denigrare i colleghi;
4. scambiare informazioni, analisi e conclusioni riguardo i processi di assistenza, in uno spirito di collaborazione, e adottando un approccio scientifico basato sulla generazione e verifica di ipotesi.


L´auspicio dell´Osservatorio della Qualità ed Equità dell´ARS Toscana si può riassumere in una considerazione di un ministro dell´educazione degli Stati Uniti negli anni ´60, che ha così scritto: "Dovremmo sperare che i nostri leader mantengano vivi i valori che non sono facilmente compresi nelle leggi, il nostro prendersi cura degli altri, il senso dell´onore, l´integrità, la tolleranza e il rispetto reciproco, e la realizzazione del potenziale umano in una cornice di valori(2).(2 - Gardner J. (1987). On Leadership. Free Press.)"